domenica 28 dicembre 2008

DISTRUTTO DALLE FIAMME IL MONASTERO BUDDISTA DI POMAIA




È stato probabilmente un corto circuito e non le molte candele accese per le preghiere a causare un vasto incendio che ha devatsato buona parte del monastero buddista di Pomaia, in provincia di Pisa.
La struttura, che fa riferimento all'istituto Lama Tzong Khapa ha riportato danni ingenti, che ammonterebbero secondo una prima stima a oltre un milione di euro. Le fiamme hanno distrutto la sala grande di meditazione e molti incunaboli, testi antichi e statue. Le fiamme hanno devastato anche il tetto del monastero, nel quale vivono 25 monaci. Il monastero buddista di Pomaia è considerato uno dei monasteri più importanti dell'Occidente. In 32 anni di esistenza, il Dalai Lama si è recato in visita sette volte. Con Tenzin Ghiatso è salito a Pomaia anche il Lama Ling Rinpoce, Richard Gere e molti altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura che aderiscono alla dottrina tibetana. Appena conclusi gli accertamenti dei vigili del fuoco, l'autorità giudiziaria farà comunque una verifica dei rilievi per escludere che ci sia potuto essere un dolo nellincendio. «Saremo costretti a fare un appello - ha detto il presidente dell' istituto Lama Tzong Khapa, il monaco Raffaello Longo - perchè i danni sono ingentissimi e non ce la possiamo fare da soli a ristrutturare il monastero. Domani doveva cominciare il master per gli studenti che vengono qui da tutto il mondo e non sappiamo come fare».
26 dicembre 2008

domenica 21 dicembre 2008

NEVRALGIA DEL TRIGEMINO

La nevralgia del trigemino è un disordine neuropatico del nervo trigemino che causa episodi di intenso dolore negli occhi, labbra, naso, cuoio capelluto, fronte, aree cutanee esterne e mucose interne della mascella e della mandibola.
La nevralgia del trigemino viene considerata da molti, come classificabile tra le condizioni più dolorose, ed è stata etichettata nel lontano passato come la "malattia del suicida" visto un numero significativo di persone che mettevano fine alla loro vita perché non era ancora possibile controllare il livello di dolore con farmaci o procedure chirurgiche. Si stima che circa una persona ogni 15.000 soffra di nevralgia del trigemino, anche se i numeri veri potrebbero essere significativamente maggiori per via delle frequente diagnosi errate. Abitualmente si sviluppa dopo i 40 anni.
Il nervo trigemino è il quinto nervo cranico, un nervo misto responsabile di veicolare informazioni sensoriali come il tatto (pressione), la sensibilità termica (temperatura), la sensibilità nocicettiva (dolore), che si originano dalla faccia sopra la linea mandibolare. Inoltre è anche responsabile della funzione motoria dei muscoli masticatori, che sono i muscoli massetere, temporale e pterigoidei (coinvolti nella masticazione, ma non nell'espressione facciale propriamente detta)



sabato 20 dicembre 2008

STAND UP FOR LOVE

There are times I find it's hard to sleep at night
We are living through such troubled times
And every child that reaches out for someone to hold
For one moment they become my own

And how can I pretend that I don't know
what's going on?
When every second, and every minute another soul is gone?
And I believe
that in my life I will see
an end to hopelessness,
of giving up,
of suffering

CHORUS (first time)

If we all stand together this one time
Then no one will get left behind
Stand up for life
Stand Up for love.

[Kelly]
So how can I pretend that I don't know
what's going on?
When every second, of every minute another soul
that things are gonna change, so how can i pretend that i don't know what's going on? when every second with every minute another soul is gone, And I believe that in my life I will see
An end to hopelessness,
of giving up,
of suffering


[CHORUS]

If we all stand together this one time
Then no one will get left behind
Stand up for life
Stand up for love

[MICHELLE]

And it all starts right here
And starts right now
One person stands up man and the rest will follow
For all the forgotten, for all the unloved
I'm gonna sing this song

And I believe
that in my life I will see
an end to hopelessness,
of giving up,
of suffering

[CHORUS ]

If we all stand together this one time
Then no one will get left behind
Stand up for life
Stand up and sing
Stand up for love
for love
for love

martedì 16 dicembre 2008

FRODE MADOFF, TRUFFA DEL SECOLO, TREMA LA FINANZA EUROPEA

Secondo la filosofia dell Yoga, al timone della società ci devono essere persone di elevato livello morale e spirituale.
Prima o poi capiremo che è questa l'unica soluzione...ma quando?


Potrebbe guadagnare il titolo di «truffa del secolo» la gigantesca frode fiscale da 50 miliardi di dollari di cui viene accusato il finanziere americano Bernard Madoff, ex presidente del Nasdaq. Un caso che fa tremare anche il mondo bancario e finanziario italiano ed europeo: molti gli istituti del vecchio continente coinvolti nel crack del gruppo Medoff.
In Italia il danno sarebbe più limitato: solo UniCredit ha ammesso un'esposizione di circa 75 milioni di euro, e Banco popolare denuncia un' esposizione massima per 8 milioni con perdite per i clienti che si aggirerebbero intorno ad un massimo di 60 milioni. il gruppo Generali e Intesa San Paolo hanno invece negato qualsiasi coinvolgimento.

Peggio in altri paesi: Groupama, gruppo assicurativo francese azionista di Mediobanca, ha indicato di avere un'esposizione di meno di 10 milioni. In Francia coinvolte la banca Natixisis e la BNP Paribas con 450 e a 350 milioni, perdite di almeno dieci milioni per Societé Generale. Nelle rete anche istituti britannici e spagnoli, come la Santander, che ha ammesso di avere un'esposizione di 2,33 miliardi di euro.

Negli Usa il crack coinvolge ormai non solo giganti della finanza, ma anche enti di beneficienza, proprietari di squadre sportive e semplici risparmiatori. Tra i truffati, secondo il Wall Street Journal, anche una fondazione di beneficienza del regista Steven Spielberg e il magnate dell'immobiliare Mortimer Zuckermann.






La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva.
— Albert Einstein

venerdì 12 dicembre 2008

SOS TUMORI BAMBINI



di Emiliano Fittipaldi
Crescono del 2 per cento l'anno le neoplasie infantili in Italia. Con picchi spaventosi in prossimità di aree industriali o inquinate. Colpa di smog e pesticidi. E della contaminazione della catena alimentare.
Nelle Marche tra il 1988 e il 1992 il Registro tumori ha segnalato 93 bambini malati. Dieci anni dopo, sono diventati 171. Un raddoppio secco.
A Parma i casi sono passati da 27 a 53.
A Sassari, nello stesso arco di tempo, gli under 14 ammalati di tumore sono triplicati. Il bollettino è agghiacciante, la fonte autorevole: i numeri che nessuno vorrebbe leggere li sciorina il rapporto Airtum 2008, il primo del suo genere, cofirmato dal Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, dall'Associazione di ematologia e oncologia pediatrica e dall'Istituto superiore di sanità.

Lo studio evidenzia che nel nostro Paese, tra il 1988 e il 2002, c'è stato un aumento medio dei tumori infantili del 2 per cento l'anno.
I tumori sono bastardi, nessuno sa esattamente quale sia la causa. Per ogni cancro ci sono diversi fattori di rischio possibili, e tutti lavorano insieme ad avvelenare l'organismo. Così davanti al trend gli epidemiologi intervistati invitano a non trarre conclusioni affrettate, ma quasi nessuno nega che tra i maggiori sospettati ci siano l'inquinamento, i pesticidi e la contaminazione della catena alimentare. Basta pensare alla diossina che, attraverso le carni, il latte e l'acqua, arriva direttamente sulle tavole: se da giorni l'Europa dà la caccia ai maiali e bovini irlandesi avvelenati, nei mesi scorsi la sostanza cancerogena ha già compromesso interi greggi di pecore che pascolavano a ridosso dell'Ilva di Taranto e migliaia di bufale vicino Caserta.

Il dottor Gianfranco Scoppa il rapporto sui tumori infantili non l'ha letto. Ma la sua percezione sull'andamento delle malattie è addirittura peggiore dei dati pubblicati dall'Airtum. Il radioterapista, ex oncologo del Pascale, oggi dirige l'Aktis di Marano, uno dei più grandi centri di radioterapia della Campania. "Crescono sarcomi, linfomi, leucemie. Vedo entrare troppi bambini, stiamo diventando una struttura pediatrica", spiega. A 800 chilometri di distanza, a Mantova, pochi giorni fa uno studio di una società privata ha messo in allarme la città e la vicina Cremona: nelle due province la frequenza di leucemie infantili sarebbe rispettivamente 20 e dieci volte superiore a quella registrata mediamente in Lombardia. "I numeri sono abnormi, credo abbiano confuso i singoli casi con il numero, più alto, dei ricoveri", spiega Paolo Ricci, epidemiologo dell'Asl mantovana. "Ma in provincia un dato da approfondire c'è davvero". A Castiglione delle Stiviere, meno di 20 mila abitanti, negli ultimi anni sono stati accertati sette casi di leucemie infantili. "Un fatto anomalo, l'incidenza è rilevante. Ricordiamoci che si tratta della zona più industrializzata della provincia, un distretto dove la mortalità rincorre quella di Brescia". Anche a Lentini, in Sicilia, i bambini si ammalano con frequenza eccessiva: i tassi del periodo 1999-2003 del registro territoriale di patologia segnano una media dieci volte superiore rispetto a quella della provincia di Siracusa. Picchi anomali che hanno convinto la Procura ad aprire un'indagine per tentare di capirne le origini.

Di sicuro in Italia il trend è anomalo rispetto al resto dei paesi industrializzati: doppio rispetto a quello europeo, addirittura cinque volte più alto rispetto ai tassi americani. Molti si affrettano a spiegare la tendenza con la diagnosi precoce e le nuove tecniche che permettono di cercare le malattie con strumenti più raffinati rispetto al passato. Ma la risposta, per gli esperti più attenti, è insoddisfacente: equivarrebbe a sostenere che tedeschi, francesi e svizzeri (dove l'incidenza è più bassa) sarebbero meno bravi di noi a individuare il male. Non solo: l'incremento è troppo rilevante. Entrando nello specifico, se nel Vecchio Continente i linfomi infantili aumentano con una media dello 0,9 per cento annuo, in Italia la percentuale sale al 4,6 per cento. Anche le leucemie viaggiano a tasso quasi triplo, mentre i tumori del sistema nervoso centrale crescono del 2 per cento, contro la riduzione dello 0,1 registrata in Usa.
dati dei nostri registri trovano un utile complemento in quelli raccolti da registri ospedalieri e di mortalità", commenta secco Corrado Magnani del Centro di prevenzione oncologica del Piemonte: "I risultati concordano con le indicazioni di tassi di incidenza relativamente elevati nel panorama internazionale e indicano un incremento statisticamente significativo dell'incidenza".
In Italia ogni anno si ammalano circa 1.500 bambini e 800 adolescenti dai 15 ai 19 anni. Soprattutto di leucemia (un terzo del totale), linfomi, neuroblastomi, sarcomi dei tessuti molli, tumori ossei e renali. I numeri assoluti sono bassi, e fortunatamente i tassi di mortalità diminuiscono grazie all'efficacia delle cure. L'incidenza, però, sembra destinata a crescere. "Per i bambini le previsioni non sono rosee", dice l'Airtum: "Le stime, calcolate utilizzando le informazioni raccolte nelle aree coperte dai registri e i dati di popolazione Istat, indicano che ci sarà un aumento dei casi". Se la tendenza resterà costante, nel periodo 2011-2015 si ammalerà il 18 per cento di under 14 in più rispetto al quinquennio 2001-2005. Il fenomeno riguarda sia il Nord che il Sud. Gli epidemiologi hanno preso in considerazione solo i registri che rilevavano i tre periodi presi in esame: quello che va dal 1988 al 1992, il periodo 1993-1997 e quello 1998-2002. A Sassari i bimbi ammalati passano da 12 a 40, a Napoli da 33 a 114. A Latina si passa da 38 a 52, a Modena, Parma, Ferrara e Reggio Emilia stesso rialzo, il registro della Romagna ha raddoppiato i suoi iscritti. Identico trend per l'Alto Adige, mentre l'aumento è meno preoccupante per il Friuli. In Liguria e in Piemonte, che può vantare il registro più antico, l'incidenza è invece stabile, come a Salerno e Ragusa.

Ma cosa sta succedendo? I medici dell'ambiente dell'Isde non hanno dubbi, e considerano l'aumento delle neoplasie dei bambini un indicatore assai preoccupante. Puntano il dito sull'inquinamento selvaggio, sui danni provocati dai rifiuti tossici e dall'uso dissennato di sostanze nocive in agricoltura e nella produzione dei beni di massa. Gli epidemiologi puri - in mancanza di evidenze dimostrate da studi scientifici definitivi - sono tradizionalmente più cauti su cause e fattori di rischio. Stavolta, però, anche loro non escludono che l'inquinamento ambientale e lo stile di vita di bambini e genitori possano avere responsabilità rilevanti sul fenomeno. Benedetto Terracini è uno dei luminari dell'epidemiologia dei tumori, e da qualche settimana ha iniziato un carteggio con alcuni colleghi per cercare di dare un'interpretazione al rapporto, insieme a indicazioni operative per possibili misure di salute pubblica. "Non si può affermare con certezza che l'aumento sia dovuto all'inquinamento", chiosa, "ma è plausibile che influiscano fattori esterni a quelli genetici: sono decenni che sappiamo che le frequenze tumorali sono correlate all'ambiente. I cinesi che emigrarono in Usa si ammalano oggi esattamente quanto e come gli americani, proprio come accade ai pugliesi a Milano e agli italiani partiti per l'Australia. Il lavoro dell'Airtum è il massimo che si può fare in termini statistici, ma ora bisogna agire". Terracini dubita che in tempi brevi gli scienziati potranno dimostrare definitivamente il coinvolgimento di fattori legati all'inquinamento. "Ma anche se non si può dire che benzene e smog fanno venire il cancro agli under 14, si possono applicare rapidamente politiche precauzionali: non servono certo altri studi per sostenere che vivere vicino a una strada a grande traffico non fa bene alla salute. Bisogna difendere i bambini a priori, senza fare allarmismo usando un tema delicatissimo come le neoplasie infantili".

Se i 'ragionevoli dubbi' sul rapporto tra inquinanti e tumori non sono ancora diventati legge scientifica, serpeggiano con sempre maggior insistenza nelle conclusioni di autorevoli ricerche internazionali. Nel 2005 un report dell'ateneo di Birmingham ha evidenziato che i piccoli che abitano nel raggio di un chilometro da uno snodo di traffico 'importante' hanno un rischio 12 volte più alto di ammalarsi, mentre due anni fa ricercatori delle università di Milano e Padova mostrarono un legame tra inquinamento da diossina prodotto da inceneritori per rifiuti industriali e urbani e l'insorgenza di sarcomi nella provincia di Venezia. Anche a Mantova un rapporto dell'Asl (che a breve verrà pubblicato dall'Istituto superiore di sanità) ha ufficializzato un nesso tra sarcomi dei tessuti molli e le sostanze diossino-simili osservate intorno al polo industriale di Mantova, dove insistono il petrolchimico dell'Enichem, le Cartiere Burgo, tre centrali termoelettriche, tre discariche per rifiuti tossici e un inceneritore per rifiuti industriali e sanitari. Basata sul contributo di esperti di rilievo come Pieralberto Bertazzi, Pietro Comba, Paolo Crosignani e il compianto Lorenzo Tomatis, la ricerca spiega che il rischio più alto che ha la popolazione residente vicino all'area industriale di ammalarsi (bambini compresi) è legata probabilmente non solo alla diossina e ai Pcb, ma anche ad altri inquinanti: "Sempre comunque di origine industriale". Altre analisi hanno evidenziato i nessi tra leucemie e campi magnetici. La faccenda è molto discussa, ma a tutt'oggi, spiega Magnani, "il dato scientifico non è stato ancora confutato".
Se il rapporto Airtum ha avuto scarsa pubblicità, gli scienziati non mancano di mettere insieme le indicazioni che arrivano da questi studi scientifici con le cifre delle neoplasie infantili in Italia. E non nascondono la loro preoccupazione.
Tutti, dal decano Terracini a Franco Berrino dell'Istituto dei tumori di Milano, concordano sul fatto che occorre studiare le sostanze sospettate sia sul piano epidemiologico (ovvero andare a vedere come e quando si correlano agli aumenti di incidenza), sia su quello tossicologico e genetico, per capire in che modo possono indurre il male.

All'indomani del rapporto Airtum, qualcuno si spinge anche più in là, e comincia a comporre il puzzle. Come Gemma Gatta, ricercatrice all'Istituto dei tumori di Milano: "L'aumento generale c'è di certo. E i fattori di rischio sono numerosi: radiazioni, farmaci antinfiammatori usati in passato in Europa, ormoni per l'interruzione della gravidanza. Poi, il consumo di tabacco e alcol da parte della madre in gravidanza, il traffico veicolare, le infezioni e la professione dei genitori". In particolare, l'esperta sottolinea il rischio di chi vive parte della giornata a stretto contatto con sostanze cancerogene come benzene e pesticidi. Ma non è tutto. "Negli ultimi anni le madri allattano meno al seno, fumano di più, i giovani si alimentano peggio: bisognerebbe, anche in assenza di studi definitivi, modificare stili di vita insalubri", chiosa la studiosa. Pure Luigia Miligi, dell'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica della Toscana, è cauta su cause e concause, e preferisce andare al sodo. "Ho mandato delle mail ai colleghi mettendo l'accento sulla gestione del rischio.

Ci sono cose che possono essere fatte subito, quasi a costo zero. Si potrebbe diminuire l'inquinamento indoor delle scuole evitando l'uso di detersivi con solventi aromatici, ed eliminando i materiali che rilasciano formaldeide". Anche il controllo dei residui antiparassitari in agricoltura, dice la Miligi, dovrebbe essere sistematico: il principio di precauzione e il diritto alla salute deve essere prioritario rispetto a qualsiasi altro interesse. "Ma gli allarmi devono essere gestiti bene. Tre anni fa a Firenze ci fu un picco di leucemie in una scuola materna: le istituzioni si mossero all'unisono, in silenzio, per garantire la sicurezza dei piccoli. Analizzammo ogni rischio, misurammo persino l'eventuale presenza di radon, un gas radioattivo. Non trovammo nulla: a volte certi fenomeni sono del tutto casuali".
(11 dicembre 2008)

martedì 9 dicembre 2008

LA FELICITA' CORRE SULL'ONDA




Secondo una ricerca, lo stato emotivo di una persona può dipendere dalle esperienze emotive di altre persone che neppure si conoscono .
La "felicità" è un fatto collettivo, ed è in grado di diffondersi come un'onda nella propria rete sociale, molto di più della tristezza: è questo il risultato di uno studio condotto da ricercatori della Harvard Medical School e dell'Università della California a San Diego, che lo illustrano in un articolo pubblicato sul "British Medical Journal".

"Abbiamo scoperto che il vostro stato emotivo può dipendere dalle esperienze emotive di persone che neppure conoscete, che sono a due o tre gradi di separazione da voi", osserva Nicholas Christakis, che con James Fowler ha diretto lo studio.

Per oltre due anni, Christakis e Fowler hanno analizzato i dati del Framingham Heart Study (uno studio sui problemi cardiovascolari ancora in corso iniziato nel lontano 1948) per ricostruire il contesto sociale in cui sono immerse le persone e analizzare i rapporti fra rete sociale e salute. Nel loro esame dei dati hanno però trovato una incredibile quantità di informazioni: per 4739 persone vi erano documentazioni di nascita, matrimoni, divorzi, morte, risalenti fino al 1971, oltre che informazioni su amici,colleghi di lavoro, vicini, alcuni dei quali casualmente anch'essi partecipanti allo studio. In questo modo sono riusciti ad analizzare l'impatto di 50.000 eventi sul gruppo, e osservare come si propagavano le ondate di felicità e tristezza.

Sfruttando il fatto che i partecipanti allo studio avevano periodicamente compilato il Center for Epidemiological Studies Depression Index, un test relativo allo stato psicologico dei soggetti, i ricercatori hanno scoperto - per fare un esempio - che quando un soggetto diventa felice, un amico che viva entro un miglio di distanza ha un aumento del 25 per cento della probabilità di diventare felice anche lui. La cosa più sorprendente è però che questo contagio si ripercuote al di là delle relazioni dirette. Nell'esempio precedente, anche un amico di quell'amico vede aumentare del 10 per cento le proprie probabilità di felicità, e al terzo grado di separazione c'è ancora un incremento di probabilità del 5,6 per cento.

"Abbiamo scoperto che mentre tutte le persone sono al massimo a circa sei gradi di separazione, la nostra capacità di influenzarle sembra ristretta a soli tre gradi", dice Christakis. "Rispecchia la differenza fra la struttura e la funzione della rete sociale."

Questi effetti sono peraltro limitati nel tempo e nello spazio: quanto più un amico è vicino, tanto più forte è il contagio emotivo, che peraltro si indebolisce col tempo, con una vita massima di un anno.

La tristezza, invece, sembra diffondersi in maniera molto meno efficace. (gg)

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1334120

lunedì 8 dicembre 2008

ANNEGARE IN UN BICCHIERE

Recita un proverbio giapponese: “Prima l’uomo beve un bicchiere, poi il bicchiere beve un bicchiere. Infine il bicchiere beve l’uomo”. Nel campo delle droghe (e l’alcol è una droga) è proprio vero che a un certo punto non è più l’uomo che comanda ma il bicchiere.
E inizia così un penoso processo di auto schiavizzazione con la conseguente graduale autodistruzione.

L’allarme alcolismo giovanile è scattato in Europa e anche in Italia. La conferma che anche i nostri giovani sono sulla strada del graduale suicidio da alcol, come i loro colleghi del centro e nord Europa, è venuta da una ricerca dell’Università Vita-Salute del S. Raffaele di Milano. L’inchiesta fu fatta su un campione di 2362 studenti delle scuole superiori attraverso questionari anonimi, con domande sull’uso e abuso di droghe e alcol e sui comportamenti sessuali a rischio di contagio Hiv-Aids. Desolante il risultato.

E non stiamo parlando di extra terrestri, ma dei giovani che troviamo per strada, sui mezzi di trasporto, sui banchi di scuola, nei super mercati.
Qualcuno ha confessato di essersi ubriacato in un mese ben 17 volte, spesso da solo. In alcuni casi, con un pericolosissimo mix di marijuana e alcol.
Il 42% ha usato droghe almeno una volta. Il primo contatto con sostanze stupefacenti illegali è individuabile a circa 14 anni e mezzo. La marijuana è la droga più diffusa tra i ragazzi (80% degli intervistati). E’ una droga anche se viene chiamata leggera.

www.fuocovivo.org


L'alcool è il nemico dell'uomo, e lo yoga può aiutare a sbarazzarsi della pessima abitudine di consumarlo, anche se in modesta quantità. Senza sforzi violenti di volontà, si avrà un progressivo ritorno ad un armonico e normale equilibrio di salute.

Per l'alcool come per il tabacco, il metodo per liberarsi dall'abitudine è quello della riduzione progressiva delle dosi. L'esercizio dello yoga vi darà una forza e un benessere che suppliranno largamente alle soddisfazioni che potrete trarre dagli eccitanti.

La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva.
— Albert Einstein

venerdì 5 dicembre 2008

LATTE CRUDO: SI STUDIA LO STOP PRECAUZIONALE




ROMA - E' allo studio "la possibilità di emanare un'ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell' informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura". Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini.

Mettere in atto misure perché la popolazione sia informata che il latte crudo va bollito: è questo l'obiettivo di un "provvedimento di informazione" annunciato dal sottosegretario. Il provvedimento informativo dovrà contenere indicazioni rivolte alle Regioni e alle associazioni di categoria perché i distributori di latte crudo (che secondo indagini in corso sono circa 2.000 in tutta Italia) "abbiano in evidenza l'informazione che il latte crudo non è pastorizzato e che non ha quindi subito trattamenti volti ad eliminare eventuali agenti patogeni potenzialmente pericolosi per la salute umana". E soprattutto, ha aggiunto Martini, "deve essere chiaro che il latte crudo non pastorizzato deve essere assunto solo dopo la bollitura".
Sono al momento nove (sei nel 2008 e tre nel 2007) i casi della grave malattia renale provocata nei bambini dal batterio Escherichia coli O157 "collegati" al consumo di latte crudo. Sono fra 30 e 40 l'anno i casi segnalati all'Istituto Superiore di Sanità della malattia, chiamata sindrome emolitica uremica e che si manifesta con una grave insufficienza renale che rende necessaria la dialisi. Di questi, sei nel 2008 e tre nel 2007 hanno "una probabile correlazione con il consumo di latte crudo", ha detto il direttore generale della Sicurezza alimentare e nutrizione del ministero della Salute, Silvio Borrello. Borrello ha inoltre precisato che il documento inviato alle Regioni nell'ottobre scorso era una nota sulla corretta applicazione dell'intesa fra Regioni e Governo relativa ai controlli igienico-sanitari sulla distribuzione di latte crudo. La nota, ha aggiunto, prevedeva che gli animali nei quali fosse risultato presente il batterio Escherichia coli O157 avrebbero dovuto essere definitivamente eliminati dal circuito della produzione di latte crudo.

giovedì 4 dicembre 2008

L'ULTIMA PROFEZIA? MALACHIA E ALTRI ... VOYAGER



Intorno al 1140 il vescovo Irlandese Malachia profetizzò le successioni papali, sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa; secondo alcuni queste profezie sono state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo. Furono pubblicate per la prima volta dal benedettino dom Arnold Wion nel 1595 nel suo libro "Lignum Vitae". Quello che è strano è che, finora, la stragrande maggioranza di queste profezie si è avverata. Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia o anche a eventi storici che caratterizzeranno il suo pontificato. Esse sono costituite da 111 motti latini che descrivono in maniera impressionante i 111 papi che si sarebbero avvicendati sul trono di Pietro dal 1143 fino alla fine dei tempi. Che pensare di questo singolare elenco di profezie? Siamo di fronte al divertissement di un monaco o, come suggerisce Vittorio Messori, siamo di fronte a qualche enigmatico "segnale" dall'alto? La maggioranza della critica è schierata ovviamente con l'ipotesi della mistificazione: nel sito del CICAP per esempio, si legge che « il documento è considerato falso anche da molte fonti ecclesiastiche, perché è molto dubbia l'autenticità della sua datazione. Il fatto che per quattrocento anni nessuno ne parli, compreso San Bernardo, che scrisse la Vita di Malachia, è molto sospetto. Anche il fatto che l'elenco include degli antipapi sembrerebbe porre dubbi sull'autenticità del documento. » Tutto vero, ma la questione è ben lungi dall'essere risolta e, probabilmente, non lo sarà mai.

mercoledì 3 dicembre 2008

NUOVA VITA PER I PORTATORI DI PACEMAKER

Liberi di passare sotto il metal detector. Liberi di manovrare in tutta sicurezza ogni tipo di elettrodomestico e cellulare. Liberi di uscire da un negozio senza il timore di essere scambiati per clienti taccheggiatori. E soprattutto liberi di eseguire esami con risonanza magnetica nucleare. Saltano altri confini per i portatori di pace maker. Ne arriva uno «insensibile» a tutte le sollecitazioni elettromagnetiche che tirerà fuori dallimpaccio circa 300 mila italiani ai quali attualmente è negata la possibile di sottoporsi ad accertamenti indispensabili per diagnosticare certe malattie. I primi pazienti che hanno ricevuto i nuovi, piccoli congegni hanno già cominciato la loro nuova vita. Uno è stato operato al San Filippo Neri da Massimo Santini, presidente del congresso internazionale Progress in Clinical Pacing in programma a Roma dal 5 dicembre. Il secondo pace maker è stato impiantato allospedale di Pisa, da Maria Grazia Bongiorni, direttore della sezione di Aritmologia.

ELIMINATE LE LIMITAZIONI - Niente di diverso rispetto allapplicazione dei tradizionali prodotti. Durata e tipo di intervento sono identici, non ci sono rischi aggiuntivi. La novità consiste del dispositivo messo a punto da una multinazionale americana, che consente di eliminare le controindicazioni legate agli altri modelli. Innanzitutto la risonanza magnetica che, creando un campo magnetico 100 mila volte più potente di quello terrestre, provoca una dispersione elettrica pericolosa per i pazienti. Il nuovo pacemaker ha già superato la fase sperimentale. E di eguali dimensioni rispetto ai precedenti ma trasmette un livello di energia ridotto al minimo ed è capace di eliminare leffetto della dispersione. Ogni anno nel mondo vengono eseguite 60 milioni di risonanze, circa 800 mila in Italia. Da noi i portatori del generatore artificiale di battiti sono oltre mezzo milione ai quali se ne aggiungono circa 60 mila lanno. Il primo cuore di scorta è nato nel 1957. Molto diverso dagli attuali, completamente automatici, dal meccanismo sofisticato e sempre più abile nel supplire alle carenze del più caro dei nostri muscoli. «La risonanza è sconsigliata dagli stessi produttori ai pazienti con generatori di impulsi impiantabili dice santini -. Spesso non se ne può fare a meno perché è un esame che permette di visualizzare linterno del nostro corpo senza il bisogno di effettuare operazioni chirurgiche o somministrare pericolose radiazioni ionizzanti».

Margherita De Bac

CELLULARE IN AUTO PERICOLOSO ANCHE SE CON VIVAVOCE !



ROMA - Parlare al cellulare mentre si guida distrae molto di più che parlare con il passeggero accanto e rallenta i tempi di reazione dei giovani guidatori allo stesso livello di anziani e ubriachi. E' quanto sostiene uno studio condotto dall'università dello Utah e pubblicato sul Journal of Applied Psychology, che rileva la pericolosità di una conversazione in macchina al cellulare, anche se con il vivavoce.

Tramite un sofisticato simulatore di guida, i ricercatori hanno visto che quando l'autista della macchina parla al cellulare si salta la corsia, non rispetta la distanza di sicurezza e sbaglia le uscite in quasi la metà dei casi. Molto più frequentemente di quanto non faccia chi guida parlando con il passeggero, che non sbaglia quasi mai.

"Quest'ultimo - spiega David Strayer, uno dei ricercatori - è molto importante. Aggiunge infatti anche i suoi occhi e aiuta il guidatore facendogli da navigatore e ricordandogli dove deve andare".

E anche usando cellulari con il vivavoce, il risultato è lo stesso, perché è "la conversazione la principale fonte di distrazione - aggiunge - Le reazioni degli adulti, mentre parlano al telefonino, sono più lente, diventano uguali a quelle degli anziani e sono paragonabili a chi viene trovato con un livello di alcol nel sangue superiore ai limiti di legge".

La differenza tra una conversazione al cellulare e una al passeggero sta nel fatto che il passeggero "é nel veicolo e sa quali sono le condizioni del traffico - conclude Strayer - e quindi ricorda al guidatore dove uscire e gli fa notare i pericoli".


http://www.apnu.net/
http://yogaesalute.blogspot.com/
http://www.prout.it/

La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva. — Albert Einstein

domenica 30 novembre 2008

INTOLLERANZE ALIMENTARI

Le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo: si parla di intolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, quando la reazione non è provocata dal sistema immunitario. Le intolleranze sono più comuni delle allergie.
Le prime osservazioni sui disturbi legati all’ingestione di cibo sono molto antiche: già Ippocrate aveva notato gli effetti negativi dovuti all’ingestione di latte di mucca.
Tuttavia, le reazioni avverse al cibo costituiscono ancora una delle aree più controverse della medicina: non sono sempre chiari i meccanismi che ne stanno alla base e c’è ancora molta incertezza sulla sintomatologia clinica, sulla diagnosi e sui test che vengono utilizzati per effettuarla.
Di conseguenza, ci sono differenze di opinione sulla diffusione di questi disturbi e sul loro impatto sociale.

Le reazioni avverse al cibo: classificazione.
Per definire i disturbi legati all’ingestione del cibo sono stati e vengono tuttora usati molti termini. L’American Academy of Allergy Asthma and Immunology ha proposto una classificazione, largamente accettata, che utilizza il termine generico “reazione avversa al cibo”, distinguendo poi tra allergie e intolleranze: le allergie sono mediate da meccanismi immunologici; nelle intolleranze, invece, la reazione non è provocata dal sistema immunitario.

Una classificazione simile, proposta dalla European Academy of Allergology and Clinical Immunology, introduce la distinzione tra reazioni tossiche e non tossiche. Le reazioni tossiche, o da avvelenamento, sono causate dalla presenza di tossine nell’alimento e dipendono esclusivamente dalla quantità di alimento tossico che viene ingerito; un tipico esempio di reazione tossica è l’avvelenamento dovuto all’ingestione di funghi. Le reazioni non tossiche, invece, dipendono dalla suscettibilità dell’individuo e si suddividono in allergie e intolleranze.

Le intolleranze alimentari
Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari. Quelle enzimatiche sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. L’intolleranza enzimatica più frequente è quella al lattosio, una sostanza contenuta nel latte; la forma più comune di intolleranza al grano è la celiachia; un altro esempio di intolleranza dovuta alla carenza di un enzima è il favismo. Le intolleranze farmacologiche si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi. In alcuni casi, infine, la reazione può essere dovuta ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti. Non è ancora chiaro se in questo caso si tratti di intolleranza o di allergia: non ci sono prove che la reazione abbia basi immunologiche, ma le manifestazioni sono così variabili che non si può escludere la possibilità di un’interazione tra meccanismi biochimici e meccanismi mediati immunologicamente.

Sono state individuate le principali sostanze che possono provocare intolleranze farmacologiche (un gruppo di sostanze chiamate amine vasoattive e altre sostanze tra cui la caffeina e l’alcol etilico) e gli additivi che danno più frequentemente reazioni (i cibi in cui sono contenuti e i sintomi che possono provocare).

Sintomi e complicanze
La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è piuttosto variabile: generalmente si riscontrano sintomi prettamente intestinali (dolori addominali, diarrea, vomito, perdita di sangue con le feci), raramente vengono colpiti altri organi. Le allergie, invece, poiché sono scatenate da meccanismi immunologici, possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali.
La sintomatologia legata alle intolleranze può in alcuni casi divenire cronica; le allergie possono avere anche complicanze più gravi, fino allo shock anafilattico.


Diagnosi
La diagnosi di intolleranza alimentare è una diagnosi per esclusione: è possibile solo dopo aver indagato ed escluso un’allergia alimentare. L’indagine utilizzata per accertarla consiste nell’individuare l’alimento sospetto, eliminarlo dalla dieta per 2-3 settimane e poi reintrodurlo per altre 2-3 settimane.
Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l’alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta si tratta di una reazione avversa al cibo. A questo punto si verifica, attraverso test diagnostici, se è coinvolto il sistema immunitario e se si tratta pertanto di un’allergia; in caso contrario il disturbo è molto probabilmente dovuto a un’intolleranza.
Oggi esistono anche dei “test alternativi” (per esempio il test citotossico) per diagnosticare le intolleranze alimentari, ma sono privi di attendibilità scientifica e non hanno dimostrato efficacia clinica. Il trattamento per le intolleranze alimentari, come per le allergie, consiste nell’eliminare dalla dieta o consumare in piccole quantità gli alimenti che provocano la reazione.

Intolleranza al lattosio
La più comune intolleranza enzimatica è quella al lattosio, generalmente ereditaria e molto diffusa in Asia e in alcune regioni dell’America. In Europa, è più frequente nelle aree mediterranee, tra cui l’Italia e meno nel Nord.Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte. Prima di essere assorbito e utilizzato dall’organismo il lattosio deve essere scomposto nelle sue componenti, il glucosio e il galattosio. Per effettuare questa operazione è necessario un enzima chiamato lattasi. Se non vengono prodotte sufficienti quantità di lattasi una parte del lattosio può non essere digerito. Una scarsa produzione di lattasi non implica necessariamente l’intolleranza al lattosio. Pertanto, questa intolleranza può essere ridotta attraverso la graduale reintroduzione nella dieta dei cibi contenti lattosio. La sintomatologia è dose-dipendente: maggiore è la quantità di lattosio ingerita, più evidenti sono i sintomi, che possono includere flatulenza, diarrea, gonfiore e dolori addominali.
In caso di diagnosi di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare i prodotti che lo contengono, a volte è possibile individuare la quantità di lattosio che può essere tollerata senza scatenare sintomi. Se l’intolleranza è lieve possibile controllare i sintomi bevendo il latte durante i pasti, sostituendo i prodotti freschi con quelli fermentati, bevendo latte povero di lattosio. Alcuni formaggi (parmigiano, emmental, cheddar, edam) contengono pochissimo lattosio. Se l’intolleranza è grave è importante fare attenzione e leggere accuratamente le etichette degli alimenti: il lattosio, infatti, è utilizzato in molti cibi pronti.


La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva.
— Albert Einstein

giovedì 27 novembre 2008

SALE - QUALE SCEGLIERE ?


Il cloruro di sodio e' un nutriente utile. La natura produce del sale di ottima qualità privo di inquinamento e ricco di oligoelementi e minerali.
L’ uomo lo raffina e aggiunge un solo minerale : lo iodio.
Serve davvero? da dove proviene lo iodio usato ?

La scoperta dello iodio come minerale indispensabile al corretto funzionamento della tiroide ha innescato la iodio mania nel sale. L' uomo ha pensato bene di addizionalo nel comune sale da cucina o clururo di sodio, spingendo l' opinione pubblica a credere che questo supplemento nutrizionale fosse indispensabile alla salute.
Be come vedremo in questo articolo, la realtà è ben diversa.
Il sale in natura.
Il processo naturale che porta alla formazione del sale dura milioni di anni. In questo lasso di tempo è la natura stessa che seleziona il salgemma depurandolo dalle rocce , dai metalli pesanti e perfino dalla radioattività. E’ questo l’ unico sale indicato per l’ uso alimentare : solamente quello naturale non raffinato .
Cerchiamo di distinguerli e saperli riconoscere. Sono cinque le forme più comuni di sale:

Cristallo di sale

Sale cristallino

Salgemma o sale grezzo

Sale raffinato
Sale marino

Sale addizionato

Il Cristallo di sale rappresenta la forma più pura e naturale del sale. Il sale cristallino è molto simile al cristallo di sale . Il cristallo di sale ha una forma esteriore perfetta mentre il sale cristallino è più grezzo. A livello qualitativo la composizione è molto simile.

Il salgemma o sale grezzo, viene estratto dalle miniere. Non presenta il reticolo cristallino tipico del sale cristallino .
Solo queste tre forme sono indicate per uso alimentare. Valido anche il sale marino integrale, solo se non raffinato (normalmente lo è)

Sale raffinato.

E' quello che tipicamente affolla le nostre tavole. E' ottenuto per raffinazione del salgemma o ottenuto direttamente tramite trivellazione o altri processi estrattivi ( evaporazione solare ed evaporazione indotta ) Al fine di renderlo più piacevole alla vista e depurarlo da eventuali sostanze estranee, viene raffinato.

Raffinazione del sale

Il sale naturale contiene anche zolfo ( componente di proteine e del' insulina ,utile per la disintossicazione del corpo ) Magnesio ( attiva oltre 300 enzimi ) Calcio e Potassio Ferro e iodio. I depositi di sale hanno un ‘età compresa tra 2 milioni e 570 milioni di anni ( Pakistan Siberia ) è un processo lungo e selettivo che porta ad accumulare sostanze minerali solubili in acqua e biodisponibili. Possono essere anche presenti numerosi oligoelementi come boro, bromo, carbonio, silicio...

Il processo di raffinazione elimina completamente tutti questi sali minerali ed oligoelemneti

Dulcis in fundo , per evitare la formazione di umidità, vengono arricchiti con carbonati e silicati ( il vecchio metodo del chicco di riso è certamente più salutare )

Sale addizionato
A questo punto, dopo aver eliminato una notevole quantità di minerali e oligoelementi preziosi, l' uomo aggiunge un solo minerale: lo iodio. E in etichetta è difficilmente menzionata la quantità aggiunta, per non parlare della forma chimica e della provenienza.

Solitamente l’ additivo utilizzato è lo iodato di potassio in concentrazione di 50 mg per kg di sale. Questi valori variano da un produttore all’ latro con tolleranze anche del 50 % più o meno di iodio aggiunto !

Ma quanto iodio serve al nostro organismo?

Nessuno conosce con precisione la quantità di iodio indispensabile per evitare problematiche connesse alla tiroide. Ogni individuo ha una necessità differente di pochi milligrammi al giorno. Senza contare che il fatto di assumere iodio addizionato non significa che il nostro organismo abbia la possibilità di utilizzarlo correttamente.

Il sale iodato viene utilizzato da tutti ! perfino gli animali vengono nutriti con mangime arricchito di sale iodato .Il sale iodato vien utilizzato da : panettieri, gastronomie, ristoranti, industrie alimentari. Nei preparati industriali non è neppure obbligatorio indicare la sua presenza. Anche gli animali sono fonti di iodio: nel mangimi è largamente utilizzato. Le uova il latte ed i latticini sono , al pari del sale, iodati !

Gli effetti negativi dello iodio

Lo iodio è oltremodo dannoso per chi soffre di ipertiroidismo. Alcune persone possono avere reazioni allergiche allo iodio.
Da dove arriva tutto lo iodio aggiunto al sale ?
Esistono aziende specializzate che riciclano lo iodio dei rifiuti speciali. Disinfettanti, inchiostro ,mezzi di contrasto per radiografie, sostanze velenose.

Iodio nel sale NO GRAZIE Sale raffinato ? NO GRAZIE ?

In conclusione : assumiamo iodio ogni volta che mangiamo qualcosa, dalla pizza alla scatola di fagiolini. Ma che senso ha usare un sale raffinato a cui è stato tolto tutto, iodio naturale compreso e poi riaggiunto ? Perchè rinunciare allo iodio naturale e non inquinato a favore di derivati chimici certamente non puri?
Un consiglio : comprate solo sale naturale ed evitate accuratamente ogni prodotto preconfezionato che lo contenga.
Il sale naturale contiene già tutti gli elementi utili alla nostra salute.

www.naturopataonline.org

lunedì 24 novembre 2008

A ROMA COME A NAPOLI...SPECULAZIONE RIFIUTI - REPORT -

Il 24 giugno 2008, dopo 9 anni di commissariamento straordinario, la regione Lazio è uscita finalmente dall'emergenza con un nuovo piano per i rifiuti che prevede, entro il 2011, la realizzazione di alcuni gassificatori. La commissione europea era sul punto di sanzionare l'Italia perché l'ultimo piano rifiuti che mancava era proprio quello della regione Lazio che ha un bilancio disastroso: solo il 14% di raccolta differenziata contro il 42% della Lombardia. In questi mesi i cittadini romani hanno spesso dato vita a forme di protesta: se si facesse la raccolta differenziata, dicono, non ci sarebbe bisogno di bruciare tutto. La discarica di Malagrotta è la più grande d'Europa, ci finiscono dentro i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano. Appartiene alla società E. Giovi di Francesco Rando, mentre il capitale è dell'avvocato Manlio Cerroni: il monopolista romano dello smaltimento dei rifiuti.

Nella zona di Malagrotta, oltre alla discarica e al futuro gassificatore ci sono: un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, una raffineria e quattro impianti per lo stoccaggio dei carburanti. Tutte strutture che secondo la legge Seveso 2 del 1999 vanno monitorate anche perché secondo l'Arpa le condizioni della falda e dei corsi d'acqua della zona sono pessime. Il gassificatore di Roma, che è ancora sotto collaudo e che è finito in questi giorni sotto locchio della magistratura, è costato a Manlio Cerroni 350 milioni di euro, la metà recuperati con il contributo dello stato sul Cip6 e smaltirà fino a 500 tonnellate di combustibile da rifiuti al giorno e genererà energia per 36 megawatt che verranno venduti sul mercato.

L'Unione europea aveva emanato nel 99 una direttiva in base alla quale avrebbero potuto essere smaltiti solo rifiuti pretrattati, cioè quelli scartati dalla raccolta differenziata. Ma da noi la direttiva Ue viene trasformata in decreto nel 2003 e applicata solo nel 2005. E comunque fino al 2008 le discariche italiane, in barba allUe, hanno continuato a smaltire rifiuti indifferenziati grazie al meccanismo delle proroghe. Malagrotta è in proroga dal 2005 e dovrebbe essere chiusa il 31 dicembre del 2008. Nel piano regionale di Marrazzo, si prevede che al suo posto, venga individuata un'altra discarica, sempre di proprietà di Manlio Cerroni.

A Roma l'Ama, l'azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti, non gestisce alcuna struttura di peso nel ciclo dello smaltimento. Confronto con Berlino, una città che ha più abitanti di Roma, dove la differenziata raggiunge il 41% e dove le discariche anziché aprirle si chiudono.


domenica 23 novembre 2008

LO YOGA AUMENTA LA MATERIA GRIGIA


Un programma di meditazione yoga della durata di due mesi è in grado di ridurre sensibilmente lo stress, poiché riesce ad aumentare lo spessore della materia grigia del cervello. A fare la rivelazione è il settimanale Der Spiegel', che anticipa i risultati di uno studio di prossima pubblicazione, condotto dalla psicologa tedesca Britta Hoelzel e dalla sua collega Sara Lazar presso il "Massachusetts General Hospital" di Boston.

Il miglioramento grazie alle antiche pratiche buddhiste - Le due studiose hanno esaminato 26 persone, uomini e donne, tutte vittime di un forte stato di stress, che in precedenza non avevano mai compiuto esercizi di meditazione. Dopo aver partecipato ad un programma di meditazione basato sulle più antiche pratiche buddhiste, i partecipanti hanno visto migliorare considerevolmente il loro stato psicologico. Esami computi con la tac hanno confermato che lo spessore della materia grigia in alcune aree cerebrali era considerevolmente aumentato. "Nei cervelli di queste persone sono avvenute cose rilevanti", ha spiegato al settimanale la dottoressa Hoelzel, secondo cui i risultati scientifici dimostrano che la capacita' cognitiva risulta accresciuta grazie a cellule nervose nuove e rigenerate.

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/08/11/22/yoga_aiuta_cervallo_ricerca_741.html


SMETTERE DI FUMARE E' FACILE







Questo libro è la chiave che vi permetterà di uscire dalla prigione del fumo con facilità. Il metodo Easyway (letteralmente modo facile) non si basa su inutili tattiche intimidatorie, non fa appello alla forza di volontà né porta ad ingrassare, ma, capitolo dopo capitolo, dimostra come sia il fumatore accanito sia quello occasionale possano, serenamente, liberarsi dalla schiavitù della nicotina per sempre. Tutto quel che occorre per diventare felici non fumatori è solo il tempo di leggere queste pagine, come testimoniano i milioni di persone che l'hanno già letto, perché - nonostante sembri impossibile - smettere di fumare è facile, se sai come farlo.

martedì 18 novembre 2008

USO ECCESSIVO DI ANTIBIOTICI PER IL 44% DI ITALIANI



ll 44% degli italiani li usa in maniera scorretta o eccessiva. A causa di questo atteggiamento i batteri sviluppano nuovi e più resistenti ceppi. Si assumono troppo e si assumono male.
Gli italiani ricorrono troppo spesso agli antibiotici e circa la meta' dei ''consumatori'' ne fa un uso scorretto favorendo anche lo sviluppo dell'antibioticoresistenza. Un quadro ''allarmante'' quello presentato oggi al ministero della Salute, dal sottosegretario Ferruccio Fazio, il presidente dell'Istituto superiore di Sanita', Enrico Garaci, e il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi, in occasione della presentazione della Campagna di comunicazione per un uso corretto degli antibiotici.
In particolare ogni giorno in Italia 1 milione e mezzo di persone assume un antibiotico, al di fuori dell'ambito ospedaliero, senza distinzioni legate all'eta', tranne che per un maggior ricorso in eta' pediatrica. Tra le cause piu' frequenti di prescrizione, le infezioni delle vie respiratorie (60%) del sistema urinario (9%) dell'orecchio (6%) del cavo orale (6%).

Inoltre, i dati relativi al consumo degli antibiotici analizzati dall'Agenzia Italiana del Farmaco mostrano come il consumo di questa classe di farmaci continui a crescere e come l'Italia sia uno dei Paesi europei con il piu' alto consumo di antibiotici preceduta solo dalla Francia, dalla Grecia e da Cipro.

E ancora: i dati mostrano come gli antibiotici siano al terzo posto come spesa nella classifica dei farmaci dispensati a carico del Ssn e al quinto se si considerano anche gli acquisti fatti direttamente dai cittadini. Il 90,8% della spesa territoriale relativa agli antibiotici e' a carico del Servizio sanitario nazionale e dunque la dispensazione del farmaco e' conseguente a prescrizione del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta.

Solo il 9,2% della spesa e' relativo ad acquisto fatto direttamente dai cittadini in farmacia. In relazione ai consumi, invece, il primo posto tra gli antibiotici e' occupato da una penicillina (amoxicillina + acido clavulanico) seguita da macrolidi e chinoloni (levofloxacina). Dal 2000 al 2007 la prescrizione di moxifloxacina e' aumentata del +398%, quella di amoxicillina+acido clavulanico e' raddoppiata (+100%) mentre quella di azitromicina e claritromicina (macrolidi) e' aumentata rispettivamente del +23,9% e +25,6%.
12 novembre 2008
www.lanuovaecologia.it


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venerdì 14 novembre 2008

RIAPPARE IL PICCOLO BUDDHA






Katmandu, 11 nov.
Migliaia di devoti sono accorsi per vedere colui che credono essere la reincarnazione del Buddha: Ram Bahadur Bamjan, giovane di 18 anni chiamato anche Palden Dorje Lama, è ricomparso dalla giungla nel sud del Nepal vicino alla città di Nijgadh, 160 chilometri a sud della capitale Katmandu. Appena si è diffusa la notizia della sua riapparizione, dopo due anni di meditazione nella giungla, migliaia di suoi seguaci, anche dall'India, sono giunti sul posto per vederlo. Per una settimana Bamjan parlerà ogni giorno con loro per alcune ore e poi ritornerà nel silenzio della giungla. Capelli lunghi e vestito bianco, il ragazzo è apparso in buona salute, scrive il giornale Rajdhani. Le sue prime parole sono state dedicate alla pace e alla fine delle discriminazioni.

giovedì 13 novembre 2008

AIDS SIEROPOSITIVO GUARISCE GRAZIE A TRAPIANTO DI MIDOLLO



Un americano di 42 anni malato di leucemia e sieropositivo, dopo aver subito un trapianto di midollo spinale nel 2006, è guarito dalla leucemia e non ha ancora sviluppato l'Aids sebbene abbia sospeso l'assunzione dei farmaci contro la malattia da ben 600 giorni.
I medici sono cauti. L'Aids, infatti, potrebbe ancora svilupparsi oppure essere presente senza forme manifeste. Ma a quanto pare il paziente sembra salvo e tutto grazie al midollo trapiantato. Un midollo non comune perché appartenente a un soggetto cosiddetto "naturalmente immune". Nel midollo del donatore, infatti, era presente una mutazione genetica naturale capace, se ereditata da entrambi i genitori, di rendere immuni dalla maggior parte dei ceppi del virus.

Il fatto, accaduto nella clinica universitaria della Charité a Berlino, rappresenta un'importante speranza nella cura dal virus dell'Hiv, ma come ha spiegato il direttore della clinica di medicina di Ematologia e di Oncologia dell'ospedale, Thielm Eckhard, è necessario

LE ARTERIE DEI BAMBINI OBESI SONO COME QUELLE DI UN 45ENNE.


Giovani obesi, a rischio le arterie del collo.

Nello studio è stato analizzato un parametro che stima la formazione di placche nelle arterie, fattore di rischio per eventi quali l’infarto del miocardio e l’ictus.
Le arterie dei bambini e degli adolescenti obesi sono simili a quelle di un soggetto di 45 anni, secondo una ricerca presentata alle Scientific Sessions 2008 dell’American Heart Association.
Il gruppo di studiosi che ha svolto la ricerca ha utilizzato una tecnica a ultrasuoni per misurare lo spessore delle arterie carotidee, che forniscono il sangue al cervello in una coorte di giovani obesi, 34 maschi e 36 femmine di età media pari a 13 anni.
In particolare è stato analizzato il parametro CIMT (carotid artery intima-media thickness) che fornisce una stima della formazione di placche all’interno delle arterie, un noto fattore di rischio per eventi quali l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale.

Secondo le analisi, i soggetti avevano livelli anomali di uno o più parametri ematici, in particolare elevati livelli di lipoproteina a bassa densità (LDL), meglio conosciuta come “colesterolo cattivo”, bassi livelli di lipoproteina ad alta densità (HDL), noto anche come “colesterolo buono”, o alti livelli di trigliceridi.
Il 57 per cento dei soggetti avevano un indice di massa corporea oltre il 95° percentile.
Il valore medio di CIMT era di 0,45 millimetri con valori massimi di 0,75 millimetri.
Ma il risultato preoccupante è che l’“età vascolare” dei soggetti - ovvero l’età per la quale è considerato normale lo spessore delle arterie riscontrato - è risultata di 30 anni maggiore dell’età biologica.
Tra i vari fattori di rischio, è risultato importante il livello di trigliceridi: le persone con valori oltre i 100 mg/dl avevano con maggiore probabilità un’età vascolare avanzata.

"L’età vascolare è risultata più avanzata nei bambini e nei ragazzini in cui la condizione di obesità era associata a un alto valore dei trigliceridi: tale combinazione dovrebbe essere considerata un campanello di allarme per i rischi cardiovascolari”, ha commentato Geetha Raghuveer, che ha partecipato alla ricerca.

(fc) (12 novembre 2008)


http://www.prout.it/
La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva. — Albert Einstein

martedì 11 novembre 2008

BULLISMO FA RIMA CON SADISMO


I risultati della risonanza magnetica funzionale


A differenza che nel gruppo di controllo, nei giovani con disturbo da condotta aggressiva non si attivava alcun sentimento di empatia.

I giovani con un grado di aggressività più alto rispetto alla media dei coetanei sembrano mostrare soddisfazione quando infliggono dolore ad altre persone: è quanto risulta da una ricerca degli psicologi dell’Università di Chicago.

Nel corso di una serie di test, infatti, i cervelli di queste persone sottoposti a scansioni mediante la tecnologia dell’imaging a risonanza magnetica funzionale (fMRI), mostrano una notevole attivazione delle regioni cerebrali coinvolte nei processi di ricompensa mentre i soggetti guardano videoclip nei quali viene rappresentata una situazione in cui un personaggio causa dolore ad altri. Lo stesso tipo di attivazione, invece, non si evidenzia nei soggetti che non mostrano un comportamento aggressivo.

“È la prima volta che scansioni fMRI sono state utilizzate per studiare situazioni di questo tipo, che normalmente dovrebbero suscitare empatia in chi le vede”, ha spiegato Jean Decety, docente di psicologia e psichiatria all’Università di Chicago. "Questo lavoro ci consentirà di comprendere meglio il modo in cui i giovani adottano comportamenti aggressivi e violenti.”

Decety è considerato un esperto nello studio di emozioni quali l’empatia e di quei processi neurofisiologici che stanno alla base dei comportamenti sociali. Quest’ultimo studio era centrato sulla idea che una naturale disposizione all’empatia possa essere sostituita da altri meccanismi che hanno a che fare con l’aggressività.

Nel corso dello studio, il cui resoconto dal titolo "Atypical Empathetic Responses in Adolescents with Aggressive Conduct Disorder: A functional MRI Investigation" è apparso sull’ultimo numero della rivista “Biological Psychology”, sono stati confrontati ragazzi di 16/18 anni con un disturbo da condotta aggressiva con un gruppo di controllo costituito da adolescenti che non hanno mai mostrato comportamenti aggressivi e violenti di grado anomalo.

Tutti i giovani sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale mentre assistevano a uno spettacolo in cui alcune persone provavano dolore, in un primo caso per via accidentale, per esempio a causa della caduta di un oggetto pesante, e in un secondo caso quando un’altra persona faceva loro uno sgambetto per procurare un danno intenzionale.

"Abbiamo riscontrato come nei giovani aggressivi erano attivati i circuiti neuronali implicati nell’elaborazione del dolore in misura uguale che nel gruppo di controllo”, ha spiegato Decety.
“I giovani con un passato di comportamenti aggressivi, tuttavia, mostravano una specifica e notevole attivazione dell’amigdala e dello striato ventrale, un’area attivata dalla sensazione di gratificazione proprio mentre guardavano il dolore inflitto da altri, il che suggerirebbe che provassero piacere nell’assistere allo spettacolo.”

A differenza dei soggetti del gruppo di controllo, i giovani violenti non attivavano l’area del cervello coinvolta nell’autocontrollo, individuata nella corteccia prefrontale mediale e nella giunzione temporoparietale.

Il gruppo di controllo, infine, si è comportato in modo del tutto analogo a quanto mostrato in uno studio dell’anno scorso, in cui Decety e colleghi hanno utilizzato lo stesso tipo di metodica di imaging con soggetti tra 7 e 12 anni per studiare il grado di empatia nei confronti di persone che pativano un dolore.

Le scansioni hanno mostrato che quando questi bambini vedevano l’immagine di qualcuno colpito intenzionalmente, inoltre, si attivava la regione cerebrale associata alla comprensione dell'interazione sociale e del ragionamento morale. (fc)

***

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1333803
http://www.prout.it/

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sabato 8 novembre 2008

ACQUA DIAMANTE E PMT




«Era il febbraio 2003, quando casualmente venni a sapere che una cara amica, Lidia, era fornita d'una certa Acqua Diamante. Senza saperne nulla, un impulso interiore mi spinse a comporre il suo numero e a chiederle, quasi a pretendere, di farmi avere in qualche modo quest'acqua particolare. Dato che abitavamo a notevole distanza, dovetti attendere un po' di tempo, ma circa quindici giorni dopo Lidia si presentò a casa mia con una bottiglietta del prezioso liquido. Da subito iniziai a riprodurla regolarmente, e ad adoperarla con tutta la famiglia per i comuni usi domestici quotidiani...».
Inizia così, apparentemente per caso, il percorso con l'Acqua Diamante dell'autore di questo libro, il primo ed unico documento cartaceo in Italia, forse nel mondo, corredato di un video di un'ora, pubblicato con l'autorizzazione e la gentile concessione di Joël Ducatillon (il fondatore francese).
Questa opera costituisce il frutto degli ultimi sei anni del suo percorso personale. Agli importanti cambiamenti intervenuti nella sua vita, ed alle tante esperienze vissute nel corso del tempo dal momento in cui iniziò ad utilizzare l'Acqua Diamante, si aggiunge il conforto delle numerose, generose e variegate condivisioni da parte dei molti che condividono questo percorso che oggi coinvolge migliaia di persone in tutto il mondo.

Concetti chiave:
Trasmutazione delle memorie cellulari incarnate nel DNA
Sgretolamento delle maschere e delle false identità generate dell’irradiazione del sub-conscio
L’incarnazione quale sublime via evolutiva
Guarigione dei rapporti e delle situazioni di vita
Risveglio della Coscienza collettiva ed individualizzata
Ritrovare ed attuare lo scopo d’incarnazione della propria anima
Elevazione frequenziale per adeguarsi rapidamente all’aumento vibrazionale in atto
Predisporsi per tempo al prossimo “Salto Quantico”, per avere accesso all’imminente nuova dimensione esistenziale
Di cosa si parla: Contenuti del DVD:
Intervista all’autore
Duplicazione casalinga dell’Acqua Diamante
Utilizzo dell’Acqua Diamante attraverso le intenzioni
Esecuzione seduta di PMT, tecnologia di quinta dimensione
Testimonianze
Musica di Capitanata

Argomenti trattati nel libro:
La cronistoria del progetto Steel Storm Staelhe in soccorso dell’umanità, e la storia dell’autore. L’encoder DNA850, la chiave che apre le porte al progetto Steel Storm Staelhe
Il Mondo Nuovo: i cicli cosmici d’espansione e contrazione nel campo unitario della Coscienza. Sulla “Profezia di Daniele”. A proposito di Lourdes
Anima, DNA e memorie cellulari
Acqua Diamante: proprietà, effetti superiori, effetti collaterali “desiderabili”, effetto di specchio perfetto, funzione di trasferimento, riproduzione casalinga, i bambini, altri utilizzi, condivisioni, testimonianze, risposte. Gli animali, le piante e l’ambiente
Cos’è la “Realtà”? Giochiamo insieme, viaggio di consapevolezza
Masaru Emoto ed i suoi esperimenti con i cristalli d’acqua
Livelli di coscienza. Il conflitto della dualità
La PMT: trasmutazione piramidale delle memorie, seconda fase del progetto Steel Storm Staelhe. La cronistoria prosegue, svolgimento d’una seduta, la volontà dell’anima, lo schema delle memorie maschili, femminili, espresse e non espresse, irradiazione, attrazione e creazione della propria realtà, che cosa non amo di me in te?, esperienze dell’autore, risposte di Joël Ducatillon.
La griglia di coscienza e la massa critica. L’esperimento de “La centesima scimmia”.

Capitoli aggiuntivi: testi originari di Joël Ducatillon.
Riferimenti web

Questo libro con DVD è il frutto degli ultimi sei anni di percorso personale dell’autore, che lo hanno visto impegnato attivamente nella diffusione dell’Acqua Diamante e del suo messaggio in tutta Italia attraverso conferenze, seminari, ed il sito web liberamenteservo.it. Agli importanti cambiamenti intervenuti nella sua vita, ed alle molte esperienze vissute nel corso del tempo dal momento in cui iniziò ad utilizzare l’Acqua Diamante, si aggiunge il conforto delle numerose, generose e variegate condivisioni da parte delle molte persone conosciute nel corso delle sue conferenze, oppure che si mettono in contatto con lui per i più svariati motivi: dalla richiesta d’informazioni al desiderio di fornire testimonianza della propria esperienza. Il gruppo di discussione Yahoo “DNA850” dedicato all’argomento è ormai un supporto di estrema importanza e di sicura convalida dell’efficacia dell’Acqua Diamante e della P.M.T., e gli iscritti più attivi e partecipi ne rappresentano una testimonianza vivente, sicura ed affidabile.
A chi si rivolge:
Alle migliaia di praticanti di acqua diamante e PMT presenti in Italia e a tutti coloro che ne hanno sentito parlare e desiderano informazioni ufficiali sull’argomento.La web community che segue queste tematiche conta oltre 10.000 appassionati.
Chi l’ha scritto:
Danilo Diinabandhu Perolio (dal sanscrito l'amico dei poveri, n.d.r.). Nel 1997, passando per l'omeopatia ed il training autogeno, inizia il percorso del ReiKi, e poco dopo incontra l'Ananda Marga intraprendendo contemporaneamente al ReiKi anche la via del Tantra-Yoga originario, ricevendo il nome spirituale di "diinabandhu" con l'iniziazione alla meditazione. Nel frattempo partecipa a corsi e a seminari di Yoga, Rebirthing, Canto Armonico, Immaginazione Creativa.
Per alcuni anni prosegue principalmente e con determinazione sul sentiero dello yoga e della meditazione tantrica dell'Ananda Marga predisponendosi a profonde trasformazioni interiori, e maturando la predisposizione alla via del Seva secondo le proprie inclinazioni e predisposizioni naturali.
Parallelamente conosce ed acquisisce altre tecniche di meditazione, yoga, mantra-yoga, ki-therapy, pratiche riguardanti il processo del Corpo di Luce, ed altri insegnamenti spirituali. L'arrivo nella sua vita dell'Acqua Diamante, e poi della PMT, che definisce doni celesti, lo aiuta sensibilmente ad affrettare il proprio processo di maturazione interiore. Al presente tiene conferenze sull'Acqua Diamante e sulla PMT in tutta Italia, è ReiKi-Master ed operatore di PMT/FAA; gestisce il portale web LiberaMenteServo.it da lui stesso ideato, e fondato con l'aiuto di preziosi amici.
Coordina la comunicazione tra gli operatori di PMT ed i distributori di Acqua Diamante italiani attraverso il webgroup DNA850 Steel Storm Staelhe Italia" dedicato all'argomento, il quale è ormai un supporto di estrema importanza e di sicura convalida dell'efficacia dell'Acqua Diamante e della P.M.T., e gli iscritti più attivi e partecipi ne rappresentano una testimonianza vivente, sicura ed affidabile.

L'Acqua Diamante, la PMT e la FAA, è stata realizzata dal francese Joël Ducatillon, quale veicolo iniziale del progetto celeste "Steel Storm Staelhe", proseguito con la PMT e recentemente con la FAA. La pubblicazione dedica ampio spazio alla storia della tecnologia ed è integrato e completato dai documenti originali delle conferenze di Joël Ducatillon.




mercoledì 5 novembre 2008

OMEOPATIA PER LA MEMORIA



Lo stress e i problemi di circolazione non sono gli unici nemici della
memoria. “Alcuni metalli - spiega Giovanni Fasani, specialista di Igiene,
medicina preventiva e nutrizione a Milano - come piombo, alluminio e
mercurio, danneggiano il sistema nervoso. Vanno ricercati con speciali test
ed eliminati dall'organismo. Per farlo, serve una cura a base di minerali
che va studiata caso per caso dallo specialista”.

Spesso la mancanza di memoria è causata dai troppi stimoli che arrivano al
sistema nervoso che si logora. “Le cure più adatte - spiega Massimo Soldati,
psicologo ed esperto di floriterapia a Milano - sono quelle omeopatiche: una
buona scelta è Argentum nitricum, che aiuta a combattere ansia e agitazione.
Altrimenti si può provare con i fiori di Bach, come White Chestnut, indicato
per chi alterna momenti di super attività della mente ad altri di vera e
propria apatia”.

“Clematis serve, invece, quando si ha scarsa memoria per i dettagli, perché
non si riesce a concentrarsi. La dose, per ognuno di questi rimedi, è di
quattro gocce quattro volte al giorno. Aiutano la memoria anche le vitamine
del gruppo B, in particolare la B6. Non è difficile trovarla, anche sotto
forma di integratore alimentare.

Data articolo: novembre 2008

Fonte: fitnessblog.girlpower.it

La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva.
— Albert Einstein

domenica 2 novembre 2008

RAFFORZARE ILSISTEMA IMMUNITARIO, PER GRANDI E PICCINI



Ti piacerebbe trovare un modo, quest’inverno, per rinforzare il tuo sistema immunitario in modo semplice per non ammalarti?

E se ne trovassi 10 invece?
Il tempo cambia in autunno, il freddo comincia ad arrivare, e nasi colanti e starnuti cominciano a diventare un epidemia.
Intorno ad Halloween, la prima palla di neve si incrocia con l’abbuffata di dolci del 31 ottobre per lasciare la maggior parte di noi in balia di una successione di raffreddori ed influenza che non ci abbandona più per tutto l’inverno. E allora che ne diresti se scoprissi un modo semplice per rinforzare il tuo sistema immunitario per non ammalarti più? Le persone che adotteranno tre o più dei suggerimenti da questo elenco, e che li metterano in pratica, rinforzeranno sensibilmente il proprio sistema immunitario, aumentando la propria capacità di rimanere in salute durante la terrificante stagione dell’influenza e dei raffreddori, e tenendo alto il livello del loro benessere e della loro salute attraverso i mesi più grigi e tetri dell’anno!

1. Bevi limoni.
Il limone è uno degli alimenti ideali per ristabilire l’equilibrio acido-alcalino. Bere spremute fresche di limone diluite in acqua, o in aggiunta al tè, come condimento sull’insalata, al posto dell’aceto,come ingrediente in cucina, aiuta a mantenere il “clima” interno del corpo ad un PH tale da aiutare lo sviluppo dei batteri utili invece che dei virus e dei batteri dannosi che prolificano in ambienti più acidi. Anche l’aceto di mele è un ottimo aiuto per aumentare l’alcalinità del tuo organismo, ma il gusto del limone è più piacevole!

2. Dai al tuo corpo una spinta con le erbe.
Esistono centinaia di integratori e di tinture madri a base di erbe che possono aiutare il tuo sistema immunitario durante l’inverno. Io raccomando gli olii essenziali, come un’eccellente risorsa per stimolare il sistema immunitario, e ogni forma di medicina naturale basate sulle piante, ma anche altri rimedi possono essere d’aiuto. Le erbe fresche e tutti i rimedi che si possono assumere attraverso l’alimentazione sono sempre preferibili agli integratori, dal momento che hanno una più alta efficacia, e il tuo corpo ne assorbe meglio i principi attivi.

3. Dormi una notte intera di buon sonno.
Ogni organismo è diverso: il tuo corpo potrebbe avere bisogno da un minimo di 6 ore ad un massimo di 10 per notte. Qualunque sia il tuo personale fabisogno, assecondalo! Il sonno è collegato all’equilibrio ormonale ( che include l’ormone della crescita, e quello dello stress, il cortisolo) , fa dimagrire, ragionare e pensare meglio, migliora l’umore, e rende la pelle più luminosa e piena di salute.

4. Mangia abbastanza proteine (meglio se vegetali!).
Le proteine sono i mattoni che mantengono corpo, mente, e sistema immunitario, in salute. Le diete povere di proteine tendono ad essere troppo ricche di carboidrati che vengono subito convertiti in glucosio, aumentando la glicemia nel sangue e sforzando il pancreas ed il sistema immunitario.

5. Bevi molta acqua.
Questo è un dato di fatto. La maggior parte dei malditesta insorge perchè, nonostante le numerose raccomandazioni, la gente ancora non beve abbastanza! Il mal di testa e la sete sono entrambi sintomi di disidratazione.

6.Bevi il caffè con moderazione.
Contrariamente a quanto affermano recenti studi, che li indicano come fonte di antiossidanti, il cioccolato ed il caffè sono i peggiori alimenti che puoi assumere per la tua salute e per il tuo sistema immunitario. La caffeina sottrae al tuo corpo minerali e vitamine, e ti disidrata. Se bevi caffè, assicurati di bere due bicchieri d’acqua in più per ogni tazzina di caffè bevuta.

7. Evita lo zucchero raffinato.
Se vuoi fare anche solo una cosa per il tuo sistema immunitario, comincia ed eliminare lo zucchero bianco, è il suggerimento più importante. Vedrai subito dei risultati nel tuo livello di energia, nel tuo peso, e nella tua capacità di ragionare più chiaramente, non avendo più questa dipendenza. Smetti di mangiare zucchero raffinato. Molti nutrizionisti olistici considerano lo zucchero una droga per il suo impatto sul corpo umano; ho conosciuto specialisti che raccomandavano di eliminare lo zucchero dalla dieta ancora prima di quanto raccomandassero di smettere di fumare. Zuccheri più salutari come il succo d’agave e di stevia esistono, mentre è bene evitare dolcificanti artificiali, sono più tossici dello zucchero bianco.

8. Fai incetta di frutta e verdura fresca.
Sono ricche di antiossidanti, vitamine e minerali, fibre ed enzimi. Il contenuto nutrizionale che ricevi dalla frutta e dalla verdura fresche è incomparabile. Molte vitamine, inclusa la vitamina C, sono antiossidanti e proteggono le cellule, incluse quelle del sistema immunitario, dai danni delle tossine presenti nell’ambiente. I vegetali scuri, come i broccoli e i cavoli, sono ricchi di flavonoidi, di polifenoli, e altri antiossidanti. La fonte perfetta di minerali sono le alghe, che vengono vendute essiccate, ma che si possono trovare anche grezze (essiccate a basse temperature in modo che mantengano la maggior parte dei minerali e delgi enzimi) nei negozi di prodotti naturali.

9. Passa un po’ di tempo al freddo.
Fai la lotta con le palle di neve ad esempio! Questo esercizio può aiutare la tua salute e il tuo benessere tramite il rilascio di endorfine. La maggior parte di noi passa il 90% della propria vita in ambienti chiusi, respirando aria filtrata e piena di germi delle altre persone, perciò io non trascurerei l’opportunità di passare del tempo all’aria aperta. Il tempo passato all’aperto e al freddo stimola anche la tiroide.

Infine...

10. Coltiva te stesso.
Assicurati di avere del tempo per te stesso, passa un po’ di tempo con i tuoi amici, concediti un massaggio, o un bagno caldo, o un po’ esercizio fisico, quando ne senti il bisogno. Il nostro corpo estrinseca le nostre emozioni; se ti senti stressato ed ansioso, questi sentimenti si potrebbero manfestare con un mal di gola o con un raffreddore. Creati uno spazio tutto per te, un ambiente pieno di armonia, amore e gioia ( ad esempio, ringraziare pregare e benedire ciò che hai di bello e che ti circonda può aiutare). Fai attenzione ai primi accenni di mal di gola o di stanchezza prima che peggiorino. Penso che ogni tanto dovremmo fermarci e dedicarci al “giorno della salute mentale” per assicurarci che i nostri bisogni emozionali siano soddisfatti. Se sei felice, ti ammalerai meno facilmente!

Dr. Daniele Aprile

www.psichesoma.com

giovedì 30 ottobre 2008

ACQUA CLORO E DISINFORMAZIONE...

Il cloro contenuto nell'acqua,se combinato con altre sostanze,risulta una bomba cancerogena...




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lunedì 27 ottobre 2008

PELLICCE DI CANI E GATTI ANCHE IN ITALIA !

vedere per credere...lo conferma il DNA sul pelo...



PELLICCE DI CANI E DI GATTI
La pelliccia di cani e di gatti viene utilizzata per realizzare, portachiavi, peluches, cappelli, interni di scarpeInserti per guanti, colli , fodere di cappotti e giacche! Statuette ricoperte di pelliccia possono essere create con parti di pelli di diversi animali, circa 10 cani servono a confezionare linterno di un cappotto, ovviamente ne servono di più se sono cuccioli, mentre occorrono circa 30 gatti per confezionare un cappotto di pelliccia! Ogni anno in Cina due milioni di cani e gatti, detenuti in condizioni spaventose, vengono uccisi per la loro pelliccia. Alcuni sono randagi, altri vengono appositamente allevati: per tutti la morte è cruenta.

Le vittime sacrificali alla vanità dellessere umano, pastori tedeschi, chow chow, meticci, gatti, vengono rinchiusi in gabbie di ferro, e poi sgozzati per le strade, appesi ad un cappio metallico e scuoiati dallinguine, storditi e uccisi da colpi di bastone sul cranio, lasciati a dissanguare per non rovinare la pelliccia. E se il cane o il gatto si dimena per il dolore? Il cappio intorno al collo lacera la pelle, così che lanimale muoia tra atroci sofferenze.

In Italia l'allevamento e la concia di pelli di cane e di gatto è illegale. Dal 2001 è illegale anche l'importazione. Ma fate ATTENZIONE perché pseudonimi e nomi di fantasia sulle etichette, nascondono la provenienza delle pelli agli ignari consumatori!

Vi forniamo un elenco di etichette per poter riconoscere una pelliccia di Cane o di Gatto. Non siamo daccordo con lacquisto di qualsiasi tipo di pelliccia, la pelliccia appartiene a chi è nato con questa, ed è davvero eleganza indossare un animale morto sul corpo? Vi elenchiamo queste etichette, perché, dato il basso costo, alcuni confondono queste pellicce con pellicce sintetiche, purtroppo, le esperienze personali mi hanno portata a conoscere anche questo problema non tutti distinguono una vera pelliccia da una sintetica, anche perché a volte è il venditore a confondere un po le idee.
www.gruppoirisitalia.it




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giovedì 23 ottobre 2008

ACIDO LATTICO E CERVELLO




Mentre il mondo intero è tutto impegnato a trovare l'energia alternativa all'inquinante combustibile fossile, il cervello ha bruciato tutti sul tempo.
Quando, infatti, il nostro organo si trova sotto sforzo e in carenzadi glucosio utilizza come combustibile l'acido lattico. Questo spiegherebbe il motivo per cui il cervello è in grado di funzionare correttamente anche quando il corpo necessita di ossigeno e di glucosio. Almeno questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Copenaghen (Danimarca) e dell'Università diAmsterdam (Paesi Bassi), e pubblicato sulla rivista Faseb Journal.

Perarrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno osservato lo scorrere del sangue al e dal cervello di un gruppo di volontari sottoposti a esercizi fisici faticosi. Ebbene, sono riusciti a scoprire che il sangue, nella sua corsa verso il cervello, ha un contenuto significativamente elevato di acido lattico.
Ulteriori analisi hanno poi dimostrato che il cervello non immagazzinava tutto questo acido lattico ma lo utilizzava come fonte energetica alternativa al glucosio. In pratica, il cervello ha riservato il glucosio solo come rifornimento di combustibile per i muscoli sottoposti al duro esercizio fisico. “Ora che sappiamo che il cervello può contare sull'acido lattico, gli studi futuri potrebbero scoprire come il lattato (l'acido lattico) possa essere utilizzato come parte di un trattamento”, ha detto Gerald Weissmann,caporedattore della rivista.
Data articolo: ottobre 2008
Fonte: salute.agi.it

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